Napoli, (2 settembre 2010 ).- Trasporti locali urbani sotto la lente d'ingrandimento dei cittadini: si salvano i tram a Padova e la metropolitana a Torino, per il resto utenti insoddisfatti per bassa frequenza e scarsa velocità delle corse. In questa speciale classifica, il capoluogo campano si colloca agli ultimi posti totalizzando un punteggio di 4,4, migliore solo di Firenze, Catania e Palermo.
La città partenopea fa peggio per il costo dell'abbonamento mensile, 36,70 euroche la collocano al penultimo posto davanti a Palermo con 48 euro. E' quanto si evince da una indagine condotta da Atroconsumo in 12 città italiane: Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Venezia. Cinquemila gli utenti intervistati. Bocciati i servizi di autobus, tram, metro (appena sufficiente in alcune città) e vaporetti per Venezia. Giudizi poco lusinghieri anche su copertura del territorio urbano e comfort del viaggio; nessun centro urbano dei 12 coinvolti nell'indagine ottiene la sufficienza: solo Padova e Cagliari si avvicinano al 6, favorite dall'essere capoluoghi di dimensioni ridotte e grazie a interventi mirati e ben integrati. Torino e Milano seguono a ruota. Ultime Palermo e Catania, il cui voto di soddisfazione è rispettivamente 3 e 3,8.
L'indagine - disponibile su www.altroconsumo.it - apre la campagna di Altroconsumo 'Siamo uomini o pendolari?' che nei prossimi mesi seguirà da vicino disservizi e inefficienze nei trasporti; aperta a tutti la sezione ad hoc l'associazione realizzerà interventi mirati per aiutare gli utenti e in parallelo stimolare i gestori ad aumentare la qualità media del servizio. "Nel corso dei prossimi mesi - assicura l'associazione di consumatori -saranno più del solito le inchieste sui mezzi pubblici locali e sui treni, argomenti ai quali da sempre dedichiamo attenzione e impegno. Alla denuncia delle carenze del sistema dei trasporti, accompagneremo iniziative di sensibilizzazione sui diritti di chi viaggia e di pressione sulle istituzioni competenti".
Intanto diamo qualche cifra: nella puntualità i migliori risultano essere i bus e la metro a Milano, i tram a Padova e i vaporetti a Venezia. I peggiori: i bus a Catania (23 min. di ritardo in media), i tram a Firenze (9 min.) e la metro a Bari (8 min.). In media nelle città in Italia solo l'11,6% degli spostamenti avviene sui mezzi pubblici. Le percentuali salgono nei grandi centri - 47% a Milano e 32% a Roma - ma sono ben lontane dalle scelte nella mobilità urbana compiute dagli utenti in altre città in Europa: 67% a Barcellona; 63% a Parigi e Madrid. Tra le ragioni degli intervistati emerge la costrizione nella scelta: si sale in tram o in metropolitana perché non si può prendere l'auto per mancanza di parcheggi (in media per il 30% del campione) o perché non si hanno mezzi propri (il 20%). Pochissimi coloro che scelgono il trasporto pubblico urbano per risparmiare denaro, tempo, o per rispetto dell'ambiente.
Manca la cultura dello scegliere il mezzo pubblico urbano e il rapporto causa-effetto diventa un circolo vizioso, da cui escono sconfitte qualità del servizio e soddisfazione degli utenti. E, d'altra parte, continua una nota di Altroconsumo, "non si può incentivare l'uso dei mezzi pubblici se non si aumenta il numero di linee e di corse, se non si rinnova il parco mezzi ormai troppo vecchio e inquinante, se non si incentivano i passeggeri che scelgono il trasporto collettivo, se il primo mezzo usato per gli spostamenti resta l'auto, che aumenta ingorghi e inquinamento".