Roma (4 febbraio 2010).- Per l'anno in corso occorrono 1,2 miliardi di dollari per aiutare i bambini e le donne di 28 paesi e territori tra i più poveri. A renderlo noto è l'Unicef, nel rapporto 'Humanitarian Action Report' (HAR) che prende in esame le crisi che necessitano di un sostegno straordinario, in cui è fondamentale agire con urgenza per salvare delle vite umane, per proteggere i bambini dalle peggiori forme di violenza e di abuso, nonché per garantire l'accesso ad acqua potabile e a impianti igienici adeguati, all'assistenza sanitaria, alla nutrizione e all'istruzione. Raddoppiate le necessità finanziarie per le emergenze in Asia dovute all'aggiunta del Pakistan e delle Filippine, oltre che al conflitto in corso in Afghanistan.
Anche le necessità per l'Africa occidentale e centrale sono aumentate, soprattutto in conseguenza di situazioni di grave emergenza nel Ciad e nella Repubblica Democratica del Congo. "Entrambi i paesi - si legge nel Rapporto -si trovano a fare i conti con situazioni di violenza interna e transfrontaliera, sfollamenti di massa e accesso limitato a zone bisognose di aiuti umanitari". L'Africa orientale e meridionale presenta le maggiori esigenze in termini di fondi. L'Unicef stima che solo nel 2009 fino a 24 milioni di persone siano state colpite da siccità, insicurezza alimentare cronica e conflitti armati. In aggiunta a tutto questo, la situazione resta grave nello Zimbabwe dove un'epidemia nazionale di colera, una riduzione della sicurezza alimentare e la continua ed elevata diffusione dell'HIV/AIDS hanno reso ancor più vulnerabili i bambini e le donne del paese. Nel 2010, il fabbisogno finanziario a livello regionale per l'Europa centrale e orientale e la Comunità di Stati Indipendenti, l'America latina e i Caraibi, nonché per il Medio Oriente e l'Africa settentrionale resta simile ai livelli corrispondenti del 2009.
"Haiti - ha detto il presidente dell'Unicef Italia, Vincenzo Spadafora- era già nella lista dei paesi 'in crisi' prima del terremoto in seguito ai diversi uragani e disordini civili, che il paese ha dovuto affrontare. Il terremoto ha rappresentato un altro terribile duplice disastro, alla devastazione della popolazione e dei mezzi di sussistenza si è aggiunta la paralisi di molte infrastrutture e degli impianti necessari per garantire l'efficacia delle azioni umanitarie". Ma i risultati dell'impegno finora profuso sembrano positivi come dimostra la campagna di vaccinazione contro il morbillo, la difterite e il tetano. "Mentre l'Unicef ottimizza gli sforzi e accelera la fornitura di assistenza umanitaria a protezione dei bambini haitiani, l'organizzazione si impegna contemporaneamente a salvaguardare i bambini di tutto il mondo", ha sostenuto Hilde F.Johnson, vice direttore generale dell'Unicef. Bambini che sono l'anello debole del genere umano, quello più a rischio . L'attuale crisi finanziaria mondiale, aggravata dall'instabilità dei prezzi alimentari, sta, infatti, causando l'incremento delle condizioni di povertà e malnutrizione, e sta gravemente minacciando i progressi che sono stati raggiunti a favore dei bambini in alcuni paesi in via di sviluppo. Donne e bambini sono stati particolarmente colpiti.
Nel 2009 le famiglie più povere sono state costrette a saltare i pasti e a ridurre la qualità del loro cibo. Il rapporto 2010 sottolinea la crescente importanza delle partnership per rispondere alle esigenze dei bambini e delle famiglie colpite da tale situazione di estrema povertà e violenza. "In molti paesi del mondo i bambini soffrono per tante cause diverse. Tutti hanno bisogno del nostro aiuto. Nel 2009, ripetuti disastri naturali o causati dall'uomo hanno colpito il Sudest asiatico, mentre le emergenze si sono intensificate nel Corno d'Africa, Afghanistan, Pakistan, Repubblica democratica del Congo e Sudan", ha detto Johnson. "I bambini sono sempre i più colpiti. Le catastrofi, inoltre, aumentano il rischio per loro di abusi e gravi violazioni dei diritti, violenza sessuale inclusa, uccisioni, menomazioni e il reclutamento forzato in gruppi armati".
E questo in un contesto in cui il rispetto dei principi umanitari fondamentali è stato fortemente attaccato nell'ultimo decennio, il che ha reso difficile proteggere lo "spazio umanitario". In certi contesti, lamenta l'Unicef, le fazioni in guerra non percepiscono le agenzie dell'ONU come neutrali, per cui gli operatori umanitari e il personale ONU vengono presi sempre più di mira. Nel 2009, più di 30 membri dello staff dell'ONU, compresi alcuni operanti per conto dell'UNICEF, sono stati uccisi nell'adempimento del loro dovere durante degli attacchi terroristici in Afghanistan, in Pakistan e in altri paesi.
E allora? Per ridurre i rischi futuri e aiutare i governi a evitare potenziali disastri è necessario concentrarsi maggiormente sulla sicurezza e sulla capacità di ripresa della comunità, sulla preparazione e la risposta alle emergenze, nonché sul recupero e sullo sviluppo delle capacità. "La riduzione dei rischi di emergenze - si legge nel Rapporto -rappresenta un modo efficace e sostenibile di utilizzare il finanziamento allo sviluppo, e si pone in netto contrasto con gli elevati costi diretti degli interventi per affrontare le crisi umanitarie e la ripresa a lungo termine da conflitti armati e calamità".
Giovanni Greco