Roma, (1 settembre 2010 ).- In periodi di crisi i soldi delle mafie, la loro grande liquidità, benché "sporchi" fanno gola. E' quanto sostiene il rapporto di SoS Impresa. E il settore maggiormente in crescita appare proprio l'usura che nel 2009 ha toccato un vero e proprio boom: oltre 200 mila commercianti colpiti con un giro di affari dattorno ai 20 miliardi di euro (ma le posizioni debitorie ammontano a circa 600 mila, indice di indebitamenti con più strozzini). Con una differenza: l'usuraio isolato punta ai soldi della vittima; la criminalità organizzata, invece, ai beni e alle aziende e alle opportunità di riciclaggio di denaro sporco.
Esplode l'usura di giornata con soldi prestati il mattino e ritirati con una maggiorazione del 10% la sera, mentre capita che l'usuraio si presenti anche davanti ai cancelli di una fabbrica in attesa di clienti. E l'allarme 'usura' viene lanciato anche dall'associazione Contribuenti.it. Bollino rosso soprattutto per il Mezzogiorno che ha registrato, nel corso di quest'anno, un progressivo allargamento del fenomeno. La causa principale, anche per l'associazione di contribuenti, è da ricercarsi nella "grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie e le piccole imprese. Il sovra indebitamento delle famiglie del mezzogiorno, nel 2010, è cresciuto del 156,2%, rispetto al 2009 e l'usura è aumentata del 117,6%".
I dati sono stati resi noti nel corso del convegno 'Usura e fisco' svoltosi ad Ostuni nel mese di agosto. "Nel mezzogiorno sono a rischio d'usura 681.000 famiglie e 716.000 piccoli imprenditori- afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it, che aggiunge:"il debito medio delle famiglie meridionali ha raggiunto la cifra di 31.200 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 49.300 euro". L'usura è un male antico che da sempre accompagna la storia dell'uomo. Ma oggi, di fronte l'accentuarsi della crisi economica, alla perdita di redditività delle micro-piccole imprese, al diminuire del potere di acquisto di salari e stipendi, ma anche all'esplodere di modelli culturali e stili di vita sempre più consumistici, l'usura si è insinuata tra tutti gli strati sociali della popolazione rendendo particolarmente rischiosa l'attività della piccola impresa commerciale al dettaglio, dell'artigianato di vicinato, dei ceti più poveri, ma anche di quei soggetti sociali una volta ritenuti immuni da questa piaga.
E' una ragnatela che avvolge tutte le regioni italiane e tocca i ceti sociali più disparati. Anche se le regioni maggiormente esposte all'usura sono la Campania, seguita dalla Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata ed il Molise. ''La crisi economica del mezzogiorno, l'aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare del pagamento delle tasse a rate, la impossibilità di accesso al credito bancario, la crescita del gioco d'azzardo e delle scommesse sportive legalizzate ed il boom delle carte di credito revolving, con tassi del 25%, -afferma Vittorio Carlomagno- stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese meridionali nelle mani di spregiudicati usurai".
Male unico che si presenta con diverse varianti. Il vicino di casa, ben vestito e dai modi gentili, e diverso dal 'cravattaro' legato alla malavita organizzata. Il primo ha come obiettivo quello di moltiplicare il denaro; il secondo ha anche la necessità di impossessarsi di aziende e negozi senza escludere la spoliazione dei patrimoni. Un quadro variegato in continuo aumento. "I dati - conclude Carlomagno - confermano che il fenomeno sta aumentando ed è ancora difficile intravedere l'apice. In passato, ogni qual volta l'economia ha segnato brusche frenate, l'usura ha subito delle forti crescite. Ora c'è un ulteriore problema: oltre la poca propensione alla elargizione del credito associata a commissioni insopportabili applicate dalle banche e dalle esattorie, si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l'uso spregiudicato delle scommesse sportive, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti".
Per battere questo fenomeno appare fondamentale uscire dall'anonimato e denunciare l'usuraio. "Fuori dal Buio - Uscire dal silenzio" è il tema del 'NO USURA DAY' che si svolgerà a Roma, in piazza SS. Apostoli, il prossimo 21 settembre. Parteciperanno Marco Venturi, presidente Confesercenti, Piero Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, Giosuè Marino, commissario Nazionale Antiracket e Antiusura, Alfredo Mantovano, sottosegretario Ministero dell'Interno.
Giovanni Greco