diretto da Vincenzo Greco

Fumo e presenze all’Università di Salerno

Presa di posizione della Cub Sur su una circolare a firma del Direttore Generale

In questi giorni i quotidiani hanno pubblicato la condanna, confermata dalla Cassazione, della RAI in materia di fumo passivo subito da una giornalista, ora in pensione. Ad avviso della Suprema Corte, circolari e direttive “non costituiscono, evidentemente, misura idonea a contrastare i rischi da esposizione da fumo passivo”.  I cartelli con la dicitura “vietato fumare” e con l’indicazione del responsabile non servono a nulla. Parte da qui la decisione della CUB SUR (Sindacato Università e Ricerca della Confederazione Unitaria di Base)  di riprendere una vecchia battaglia a tutela dei non fumatori. Il cosiddetto “approccio persuasivo e non repressivo”, scelto anche dall’Ateneo di Salerno, rimane, accusa il sindacato, sempre inascoltato. “Lo dimostrano i corridoi, i locali di passaggio utilizzati dai patiti della sigaretta come vere e proprie ‘smoking house’.  L’Università è quindi – continua la nota della CUB SUR-  responsabile del mancato rispetto della normativa vigente”. 

Ora rebus sic stantibus, per la proprietà transitiva giudichiamo priva di effettiva efficacia la circolare sull’orario “di servizio e di lavoro” del 4 marzo 2016 che reitera quanto già contenuto nella circolare n. 81425 del 2007.

In sostanza con la circolare, a cui fa riferimento il sindacato, l’amministrazione invita il personale al rispetto degli orari, alla corretta timbratura, a giustificare le momentanee assenze, ecc.

Per carità- continua la nota della  CUB SUR – noi condividiamo  il contenuto della circolare che però non inciderà né sui ‘diversamente assenteisti’, i cosiddetti scaldasedie, né sul rispetto della stessa se non è accompagnata da una stretta in senso repressivo attraverso verifiche a campione, costanti e ripetute”.

Insomma per il sindacato di base, la cultura del “furbetto” si vince solo in questo modo. “D’altra parte – conclude la nota - se ci sono violazioni, l’amministrazione universitaria dovrebbe conoscere i dipendenti che hanno superato il limite massimo di ritardi, accumulato il limite massimo di mancate timbrature, ecc.”.

 Insomma, le circolari ci sono per essere rispettate e applicate, non serve rimetterle in circolazione

Anna Romano

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